HomeMacerataCronacaCiaffi, camera ardente in Comune: "Lui riformista? No, rivoluzionario"Oggi nella sala consiliare l’omaggio all’ex parlamentare e sottosegretario, domani l’ultimo saluto. Cavallaro: "Dobbiamo a lui dei provvedimenti che hanno cambiato il Paese". Il cordoglio di Anpi e Castelli.Adriano Ciaffi, morto a 90 anni nella notte tra sabato e domenicaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIeri pomeriggio, in apertura di seduta, il consiglio comunale di Macerata ha ricordato Adriano Ciaffi, figura di primo piano della storia politica e istituzionale locale e nazionale. Per consentire ai cittadini e alle autorità di tributargli il doveroso omaggio, il sindaco Sandro Parcaroli ha disposto con apposita ordinanza l’allestimento della camera ardente nel palazzo municipale in piazza della Libertà, che resterà aperta oggi dalle 10 alle 21. Domani alle 9, invece, il funerale a Santa Croce.

Intanto si moltiplicano i messaggi di cordoglio. "Per come la vedo io – afferma Mario Cavallaro, già senatore nelle liste della Margherita e deputato in quelle del Pd – Adriano Ciaffi più che un moderato riformista è stato un rivoluzionario. Non credo di esagerare, visto che a lui sono dovuti provvedimenti che hanno segnato, in modo permanente, la storia del nostro paese. Penso, innanzitutto, alle legge 142 del 1990, una vera e propria svolta nel processo di riorganizzazione delle autonomie locali, ma anche alla trasformazione della mezzadria in affitto, tanto per citarne due". Secondo Cavallaro, Ciaffi è stato un pensatore di grande rilievo e un politico eccellente, con una grande lungimiranza, sempre attento a perseguire con rigore il bene comune. "Era schivo e riservato – prosegue – ma sapeva ben stare in mezzo alla gente, di cui comprendeva istanze ed esigenze. Per è stato un padre politico".