Sir Keir Starmer vuole chiudere il dossier più difficile prima di lasciare il numero 10 di Downing Street. Non perché sia il momento migliore per farlo, ma perché potrebbe essere l’ultimo in cui ha il potere di decidere. Il Defence Investment Plan, il documento che il governo dovrebbe pubblicare domani e definire il futuro delle forze armate britanniche per il prossimo decennio mettendo sul piano una cifra tra i 14,5 e i 15 miliardi di sterline, è diventato il simbolo della fase finale del suo governo: una scelta strategica che arriva in ritardo, divide il partito e rischia di essere superata dall’imminente cambio di leadership.

Il primo ministro uscente ha chiesto ai ministri di «risolvere le questioni difficili» prima della transizione verso il suo successore, Andy Burnham, che dovrebbe diventare leader del Labour venerdì 17 e primo ministro lunedì 20. Una formula apparentemente burocratica, ma che a Westminster è stata letta come una conferma della sua intenzione di pubblicare il piano per la difesa prima del vertice Nato in Turchia del 6 e 7 luglio. Starmer vuole arrivare all’appuntamento con gli alleati con una traiettoria chiara sulla spesa militare. Vuole evitare che il Regno Unito, uno dei membri storicamente più importanti dell’Alleanza, si presenti senza una risposta credibile alla richiesta di riarmo accelerato.