VENEZIA - «È ora di finirla che queste bande di malviventi facciano il bello e il cattivo tempo in casa nostra. Prima o poi rischia di scapparci il morto». Battagliera come sempre Monica Poli, consigliera comunale e anima dei Veneziani non distratti, commenta così l’ennesima aggressione da parte di borseggiatrici, che sabato hanno accerchiato, insultato e picchiato due commesse in calle Frezzeria, a San Marco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Venezia.

«Io e la mia collega stavamo lavorando - racconta una delle due donne aggredite - quando fuori dal negozio abbiamo notato un gruppo di borseggiatrici che importunavano alcuni turisti. Gli ho fatto cenno di smetterla e loro, da fuori, hanno cominciato a insultarmi, anche con epiteti fortemente razzisti. Sono uscita perché ho visto che continuavano a stazionare in calle e loro si sono scagliate su di me urlandomi di tutto: “N.. di m.., tornatene a casa tua”. Non mi sono lasciata intimidire, ho chiamato subito le forze dell’ordine: loro mi hanno accerchiato, saranno state un gruppo di sei donne, e hanno cominciato a colpirmi. Cercavano di mettermi all’angolo, di buttarmi a terra. Io conosco la zona, quindi ho cercato di mettermi il più possibile sotto le telecamere che sono in calle, in modo che riprendessero l’aggressione. Vedendo la scena la mia collega è uscita per difendermi e hanno aggredito anche lei». Il racconto Calci, pugni, sputi, insulti: il solito repertorio dei borseggiatori che vengono sorpresi con le mani nel sacco, o meglio nelle tasche o negli zaini, dall’esercito dei Non distratti o da semplici cittadini che non si girano dall’altra parte. «Mi hanno rotto un dente e anche un dito della mano - continua la commessa -, mi hanno colpito sulle braccia, non le dico il dolore. Io sono una persona sportiva, ho una buona tenuta fisica, e anche se stavano picchiando anche me ho cercato di aiutare la mia collega. Lei, poverina, è rimasta a dir poco sotto choc, infatti era talmente sconvolta e spaventata che non se l’è neanche sentita di andare in ospedale a farsi visitare. Ha avuto un attacco di panico e ha chiamato il suo compagno per farsi venire a prendere. È spaventatissima e anche io lo sono: a me hanno dato cinque giorni di prognosi. Adesso ho paura di tornare al lavoro, temo che mi riconoscano e tornino a farmi del male. Non ci sentiamo sicure né per strada né sul posto di lavoro perché in qualunque momento rischiamo di essere aggredite». «Mi fido di Monica - conclude la donna aggredita - perché lei è in prima linea per aiutarci. Però adesso abbiamo veramente paura che succede l’irreparabile». «Come consigliera - continua Poli - chiedo che si faccia qualcosa per togliere queste persone dalle strade. Sono pericolose. Chiediamo di mettere in sicurezza le zone più sensibili della città, come piazzale Roma, dove tra ieri e oggi (sabato e domenica notte, ne riferiamo nell’articolo sotto, ndr) sono stati aggrediti due lavoratori Actv».