HomeComoCronacaFuoco assassino a Lomazzo, il vicino di casa è l’unico indagato: “Ma non sono stato a io a uccidere Giovanni”Christian Lepore oggi affronterà l’interrogatorio di garanzia. Dal carcere del Bassone il 42enne reclama la sua innocenza, malgrado le liti, il presunto furto e un inquietante precedente: “La benzina? Mi serviva per pulire i motori”Sopra, i segni del rogo che alle 3 del mattino di mercoledì scorso è costato la vita a Giovanni Amenta (a destra) soffocato dal fumo Il vicino Christian Lepore è accusato di omicidio volontarioRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciAvevano litigato Christian Lepore e Giovanni Amenta, e per questo non avevano più rapporti. Unico indagato per la morte del pensionato di 73 anni, soffocato dai fumi sprigionati dall’incendio appiccato alla sua porta di casa alle 3 di mercoledì notte, Lepore durante l’interrogatorio avvenuto in carcere al Bassone, da parte del sostituto procuratore Giulia Ometto, ha risposto a ogni domanda - sempre negando di aver appiccato il rogo - ed è entrato nel dettaglio di ogni aspetto contestato.

Accusato di omicidio volontario e incendio doloso, residente all’ultimo piano della palazzina Aler di via Somaini 50 a Lomazzo, nella Bassa Comasca, in cui è avvenuta la tragedia, Lepore, 42 anni, ha ammesso di aver avuto contrasti con il pensionato, sostenendo di aver troncato con lui ogni rapporto.