SCORZÈ (VENEZIA) - «Non sappiamo cosa sia successo a nostra figlia, nessuno riesce a spiegarsi cosa è realmente accaduto. Anche perché non è stato uno scippo, e lei ci ha detto di non avere dissapori con nessuno. È questo è il fatto, perché se c'è una persona che va in giro a sfregiare le persone a caso, è un problema per tutti». La preoccupazione dei genitori della trentaduenne aggredita venerdì sera proprio di fronte al loro cancello di casa è doppia. Da un lato, quella per le condizioni della loro figlia, ora fuori pericolo: dagli esami a cui è stata sottoposta, infatti, non sembra ci siano lesioni interne all'occhio. La giovane donna ci vede e le ustioni al naso non sembrano essere profonde. Dall'altro lato però, c'è l'angoscia di non sapere ancora nulla su cosa abbia scatenato un'aggressione talmente violenta.
La paura dopo l'aggressione con l'acido É la paura che ora prova tutta la comunità di Peseggia, colpita da un gesto talmente brutale e vile che lascia senza parole, soprattutto per le modalità impiegate. Un attacco che evidentemente non punta solo a ferire, ma ha l'obiettivo di marchiare irreversibilmente chi lo subisce. «Stavo passeggiando con il mio cane, andavo verso la casa dove è successo il fatto». É il racconto di uno dei due testimoni-chiave della vicenda, che insieme a una donna si trovava nelle immediate vicinanze dell'aggressione e che ha soccorso per primo la ragazza. «A un certo punto ho sentito un grido, è iniziato così. Poi le urla "Aiuto, aiuto, brucia". Sono corso a vedere cosa succedeva e l'ho vista: non si capiva cosa fosse successo, era appena riuscita a suonare il campanello dei genitori. Poi mi sono avvicinato e ho visto che era seduta a terra, aveva la pelle bianca». Il giovane testimone in passato ha lavorato come operatore nelle ambulanze. E quindi, è bastato uno sguardo, anche con il buio della sera, per capire che si trattava di una situazione seria, che mostrava le caratteristiche di un attacco con una sostanza chimica urticante. «La pelle era bianca e ho pensato che si trattasse di un'irritazione dovuta a qualche sostanza, probabilmente acido, perché è l'effetto che fa quando agisce. Ero già al telefono quando stavo camminando, quindi ho chiamato subito i soccorsi, ho spiegato la situazione. Poi i genitori hanno iniziato a portarle acqua, lei era stesa a terra dolorante e i suoi arrivavano con bottiglie, qualunque cosa potesse aiutarla almeno a togliere la sostanza che le stava bruciando la pelle. Poi ho visto che aveva la pelle arrossata sul volto, aveva il naso, l'occhio, il collo e la bocca irritati. Prima sono arrivati i carabinieri e dopo poco l'ambulanza che l'ha subito portata via». La sua testimonianza però non fornisce elementi utili a identificare l'aggressore che ha sfregiato la donna. «Purtroppo non ho visto nessuno, anche perché l'aggressore è corso nella mia stessa direzione e quindi non ho potuto vederlo. Sono anche andato alla ricerca, fra le strade, dopo che é successo tutto, ma non ho trovato nessuno». Un gesto estremo, vile, su cui ora i militari dell'arma stanno investigando scandagliando I filmati delle videocamere, sentendo i testimoni, ricostruendo i movimenti della giovane. «Quello che è successo è un gesto da condannare, qualsiasi sia il contesto o la situazione di sottofondo - ha commentato Ilenia Milanese, assessora si Servizi sociali di Scorzè - Questi sono gesti vili, orribili, da condannare sempre. Come assessora mi auguro che la ragazza si riprenda il prima possibile e che il responsabile sia trovato e assicurato alla giustizia. L'Amministrazione comunale si stringe attorno alla famiglia e alla donna colpita, come tutta la città. L'Amministrazione c'è, Scorzè c'è».









