Toto Wolff ha acceso il caso sugli sviluppi Ferrari dopo il GP d’Austria: il team principal Mercedes ha insinuato dubbi sul ritmo degli aggiornamenti portati da Maranello in questo mondiale di Formula 1 2026, tirando in ballo budget cap, tempistiche e regole uguali per tutti.

La Ferrari è uscita male dal GP d'Austria, lontana dal podio nonostante la partenza dalla seconda e terza posizione con Leclerc e Hamilton. Ma fuori dalla pista il weekend di Spielberg ha aperto un altro fronte, molto più politico. A incendiarlo è stato Toto Wolff, che dopo la vittoria di George Russell ha acceso il caso sugli sviluppi Ferrari, lasciando intendere che il ritmo degli aggiornamenti portati dalla scuderia di Maranello meriti attenzione.

Il team principal della Mercedes non ha presentato un'accusa formale e non ha parlato apertamente di irregolarità. Ma il senso del messaggio è stato chiaro: secondo l'austriaco, mentre il suo team, la Red Bull e la McLaren avrebbero già concentrato il grosso degli sviluppi stagionali in un unico pacchetto importante, la Ferrari continuerebbe a introdurre novità rilevanti con una frequenza superiore agli altri. Da qui la frase destinata a far discutere: "Le regole dovrebbero essere uguali per tutti. Almeno lo spero". Wolff chiama in causa budget cap e tempistiche degli aggiornamenti Ferrari Il riferimento è doppio. Da una parte c'è il budget cap, perché in Formula 1 portare grandi aggiornamenti in sequenza significa consumare risorse economiche e tecniche dentro un tetto di spesa rigido. Dall'altra ci sono le tempistiche di sviluppo, soprattutto per la power unit: secondo Wolff, un'evoluzione importante del motore non nasce in poche settimane ma richiede mesi di lavoro, produzione e validazione.