L’ultimo presidio dei lavoratori davanti al Mimit

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Nota congiunta dei sindacati pugliesi e lucani, esplode la rabbia nei confronti di Natuzzi: “Sospendere le chiusure”

«Sospendere o astenersi da qualsiasi iniziativa, propedeutica o esecutiva, autonoma e unilaterale in merito alle chiusure e alle sospensioni delle unità produttive». È uno dei passaggi significativi della nota congiunta diffusa ieri dalle segreterie provinciali e regionali di Puglia e Basilicata di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e dalle Rsu e Rsa sulla vertenza Natuzzi. Saranmo tutti presenti alla riunione convocata nella sede barese di Confindustria martedì ma al tempo stesso sottolineano il clima difficile che i lavoratori stanno vivendo in queste ore.

La comunicazione dell’azienda riguarda la chiusura definitiva dello stabilimento di Santeramo in Colle (Iazzitiello) a partire dal 3 luglio, la sospensione della produzione nei siti di Jesce 2, Graviscella e Ps.Secondo i piani comunicati dall’azienda attualmente i lavoratori coinvolti sarebbero 668: i 251 di jesce 2 dovrebbero essere trasferiti per la quasi totalità a Laterza; i 417 di Graviscella e Ps a Matera e Laterza, in cassa integrazione al 70 per cento.