Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Obiettivo, strategia, metodo e risorse sono le basi di qualunque piano di cambiamento imprenditoriale, ma dopo quanto sta accadendo in Rai, bisogna chiedersi quale sia l’obiettivo di “Telemeloni”, partendo da un dato certo, ovvero le risorse Rai, inestimabili per professionalità delle maestranze, patrimonio delle teche, capitale umano che si è andato formando in tutti i settori.
Lasciarsi sfuggire le risorse o impiegarle al meglio ha una duplice valenza, può incrementare gli ascolti o sottrarre alla concorrenza un elemento catalizzante, ma al momento stiamo assistendo all’abbandono o all’estromissione di volti di spicco e di cancellazione di programmi.
Metabolizzati gli addii di Fazio, Gramellini e Augias, molte altre fuoriuscite “eccellenti” sono annunciate. Federica Sciarelli dopo 22 anni abbandona la conduzione di «Chi l’ha visto?», sono stati annullati i programmi di Stefano Massini, «Riserva indiana» e «Dilemmi», condotto da Gianrico Carofiglio, mentre Sigfrido Ranucci con «Report» sta sempre sul filo del rasoio.
E qui passiamo al metodo. Con meticolosità sono stati non rinnovati o lasciati nel limbo dell’incertezza anche «Caterpillar» su Radiodue, condotto da 29 anni da Massimo Cirri che, in qualche maniera, ha anticipato il successo dei podcast, e «Via dei Matti n. 0» con Stefano Bollani e Valentina Cenni, che per cinque stagioni avevano raccontato la musica su Raitre. E per quanto sia in quota Lega, dobbiamo ricordare che Milo Infante è passato a Mediaset lamentando una scarsa attenzione da parte dei vertici aziendali, nonostante il successo di «Ore 14».













