Novak Djokovic si avvicina a Wimbledon con grande fiducia. Il campione serbo, che per il settimo anno consecutivo ha scelto di non disputare tornei di preparazione sull'erba, è convinto di arrivare ai Championships nelle migliori condizioni, con l'obiettivo di inseguire quello che sarebbe il 25° titolo del Grande Slam della sua straordinaria carriera. «Credo di arrivare a Wimbledon più preparato di quanto non fossi al Roland Garros. Ovviamente sull'erba, rispetto alla terra battuta, non è necessario sostenere lo stesso sforzo fisico e questo per me è un vantaggio. Ho sempre amato giocare su questa superficie e qui a Wimbledon ho ottenuto risultati molto importanti. Tutto questo mi dà ancora più fiducia in vista del torneo», ha spiegato Djokovic durante il Media Day.

Sul Roland Garros Il serbo ha poi ripercorso anche il suo cammino al Roland Garros, concluso con l'eliminazione al terzo turno, sottolineando però gli aspetti positivi della sua condizione fisica dopo il lungo stop causato dall'infortunio alla spalla. «Il Roland Garros è stato molto impegnativo dal punto di vista fisico. Le tre partite che ho disputato sono durate quasi quattro ore ciascuna, ma sono orgoglioso dello sforzo che ho fatto. Ho perso contro un avversario di vent'anni più giovane dopo una battaglia di quasi cinque set. Forse non era il risultato che speravo, ma l'impegno non è mancato. Il nostro obiettivo era arrivare al massimo della forma proprio per Wimbledon e credo di essere sulla strada giusta».Su Serena Williams Djokovic ha dedicato parole di grande stima anche al ritorno in campo di Serena Williams, che tornerà a disputare il torneo londinese dopo quasi quattro anni dall'ultima apparizione in singolare. «Quello che sta facendo Serena è semplicemente straordinario. È qualcosa di epico. Gliel'ho detto personalmente. Ho sempre ammirato la sua carriera e quella di Venus. Tornare dopo anni di assenza, dopo aver avuto due figli, e lavorare così duramente non solo per sé stessa, ma anche per regalare agli appassionati la possibilità di rivederla giocare, è davvero incredibile». Il campione serbo ha poi aggiunto: «Le ho detto che, comunque vada, ciò che sta facendo rappresenta una grande fonte d'ispirazione per me e per milioni di persone. La vedo allenarsi in palestra ancora più di quando era nel pieno della sua carriera. Questo dimostra quanto desideri che il suo ritorno abbia successo. Ha scritto la storia del tennis, è una leggenda assoluta e merita tutto l'affetto che riceverà».Sul caldo Infine Djokovic ha affrontato anche il tema del caldo, protagonista già al Roland Garros e destinato a incidere anche sull'edizione 2026 di Wimbledon. «Da quello che ho capito, la prossima settimana le temperature dovrebbero abbassarsi leggermente, ma questi sono stati tra i giorni più caldi che abbia mai vissuto in oltre vent'anni di Wimbledon. Il caldo cambia il comportamento dell'erba, che è una superficie viva: modifica il rimbalzo della palla e anche la velocità del campo. Le palline, invece, con il caldo e l'umidità diventano più pesanti e rallentano il gioco. L'erba resta comunque una superficie scivolosa. Finora, tra allenamenti ed esibizioni, non sono mai caduto. Non so se sia un buon segno oppure no, lo scopriremo durante il torneo».