Novak Djokovic lancia l’allarme dopo il debutto ai Championships: l’analisi sullo studio della PTPA, l’accusa al calendario saturo e la proposta di cambiare i formati per attirare i giovani.

Novak Djokovic ha fatto la storia del tennis e in pochi conoscono la materia come lui. Direttamente da Wimbledon dove ha esordito con un successo su Wu Yibing, il campione serbo vincitore di 24 titoli Slam ha sottolineato la necessità di apportare dei cambiamenti nel mondo del tennis che sta perdendo l'interesse degli appassionati a suo dire soprattutto tra i più giovani. Il problema per Nole è che nessuno stia capendo in che direzione stia andando l'attenzione del pubblico che necessita di tornei più dinamici.

Djokovic spiega perché il tennis deve cambiare a Wimbledon Il successo all'esordio nell'edizione 2026 di Wimbledon è quasi passato in secondo piano nella conferenza stampa di Djokovic. Questo perché ci si è soffermati sulla richiesta di cambiamenti nel tennis, al netto dell'attenzione alla tradizione sempre centrale. Per questo il giocatore serbo ha fatto riferimento ad uno studio condotto dalla Professional Tennis Players Association (PTPA) ovvero l'associazione indipendente di tennisti professionisti fondata nel 2020 e da cui ora si è allontanato: "Difenderò sempre la tradizione e la storia di questo sport, ma dobbiamo anche chiederci come fare per interessare i giovani al tennis. Qualche anno fa, con la PTPA abbiamo condotto uno studio che rivelava come l'età media dell'appassionato di tennis fosse di 61 anni. Con tutto il rispetto, abbiamo bisogno di attrarre un pubblico molto più giovane". Il progetto di Djokovic per risollevare lo sport Ma come conquistare, anzi riconquistare, questa fetta di pubblico? Se gli Slam devono essere immuni al cambiamento, si deve fare qualcosa per il format degli altri tornei e delle partite che devono per forza di cose cambiare: "I giovani forse guardano gli Slam, ma non si siederanno quattro o cinque ore tutti i giorni davanti a una partita. La soglia dell'attenzione è cambiata e dobbiamo capire come funziona il mercato attuale. A mio avviso, i tornei del circuito dovrebbero sperimentare formati più dinamici, partite di durata inferiore e proposte più attraenti per lo spettatore. Gli Slam sono un'altra storia, ma al di fuori di essi dobbiamo avere il coraggio di innovare".