“Il tennis ha tantissimi problemi e nessuno li sta affrontando“. Novak Djokovic sfrutta il palcoscenico di Wimbledon non solo per festeggiare l’esordio vincente in quattro set contro Wu, ma anche per lanciare un duro attacco contro il sistema tennistico. Il 24 volte campione Slam ha dichiarato di vedere uno sport fermo, troppo legato alle proprie tradizioni e incapace di adattarsi a un pubblico che cambia e a un calendario sempre più pesante per i giocatori.

“Serve una riforma che coinvolga tutte le parti interessate, ma oggi questo dialogo non esiste”, ha spiegato il serbo. A sostegno della sua tesi cita uno studio commissionato dalla Ptpa, l’associazione dei giocatori da lui fondata: “L’età media degli appassionati è di 61 anni. I giovani magari seguono gli Slam, ma difficilmente restano davanti alla tv quattro o cinque ore per una partita. La soglia di attenzione si è ridotta e dobbiamo trovare il modo di adeguarci”.

Per Djokovic gli Slam rappresentano un discorso a parte, ma il resto del circuito potrebbe diventare un laboratorio per sperimentare nuove formule. “I Major sono una realtà diversa. Negli altri tornei si può provare a fare qualcosa di nuovo. Partite più brevi e dinamiche potrebbero essere una soluzione“.