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Roberta Merlin e Domenico Pecile
Pordenone, ricevimento con oltre 500 invitati e una torta monumentale di 30 chili. Il giornalista Cerno: «L’Italia è molto più avanti di quanto si pensi e il matrimonio gay è molto più matrimonio che gay, e quindi è di destra»
Un matrimonio «caldo» in tutti i sensi. Per l’emozione, per la folla e anche per il termometro, che in uno dei giorni più roventi dell’estate ha sfiorato i 38 gradi. Sotto un sole implacabile, davanti a oltre 500 invitati, Alessandro Basso, sindaco meloniano di Pordenone, e Loris Bazzo, primo cittadino leghista di Carlino (Udine), sabato pomeriggio si sono detti sì a Villa Cattaneo, entrando nella storia come i primi sindaci gay in carica a unirsi civilmente tra loro. La cerimonia ha richiamato amministratori, parlamentari, amici e familiari da tutto il Friuli e non solo. Entrambi in completo blu navy, gli sposi sono apparsi visibilmente commossi durante la cerimonia, officiata dal decano dei sindaci, Alvaro Cardin, 90 anni, esponente di punta della Dc dei ruggenti anni Ottanta e Novanta.
Gli invitatiTra gli ospiti, numerosi esponenti del mondo politico e istituzionale, tra cui il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e l’europarlamentare Alessandro Ciriani, già sindaco di Pordenone per due mandati e predecessore di Basso. Per la Lega c’era, tra gli altri, la viceministra Vannia Gava. Presenti anche esponenti della giunta regionale, tra cui gli assessori Cristina Amirante, Riccardo Riccardi e Fabio Scoccimarro. Grande assente il presidente Massimiliano Fedriga. Presente anche il giornalista friulano Tommaso Cerno con il compagno Stefano Balloch.














