PORDENONE - Il primo matrimonio della storia italiana tra due sindaci omosessuali, sarà celebrato a Nordest e nelle file del centrodestra. Con il Friuli Venezia Giulia a fare quasi da “laboratorio” dei diritti e allo stesso tempo da antidoto rispetto al clichè di una destra tradizionalista, chiusa e ostile alle differenze. A sposarsi, il 27 giugno prossimo, saranno infatti Alessandro Basso, classe 1978, primo cittadino di Pordenone di “marca” Fratelli d’Italia e Loris Bazzo del 1976, collega leghista di Carlino, paese della Bassa Friulana in provincia di Udine che guida ormai dal 2019.

«È certamente un inedito – ha dichiarato Alessandro Basso – una coppia di sindaci è piuttosto rara. Il nostro matrimonio riassume tanti anni di attacchi della sinistra. Lungi da fare polemiche in un momento così importante, ma va detto che la destra ha superato, in tema di diritti, la sinistra: fino a qualche tempo non si poteva immaginare». Dopo cinque anni d’amore, per i due primi cittadini è venuto il momento del “sì”. Non c’è stata la scena da film, il rito della proposta in ginocchio, ma un’unione d’intenti, durante una cena a Lignano (Ud). Prima è stato deciso il luogo del matrimonio, il Chiostro di San Francesco a Pordenone (un ex convento in pieno centro); poi la data, il 27 giugno. A unire Basso e Bazzo in matrimonio sarà il decano tra gli ex sindaci di Pordenone, Alvaro Cardin, al timone del capolugoo friulano dal 1983 al 1993, oggi 89enne. «Se l’avessimo chiesto agli amici, agli attuali politici, avremmo scontentato qualcuno sicuramente – ha spiegato il sindaco di Pordenone – perciò abbiamo pensato ad un primo cittadino storico e siamo onorati che abbia accettato».