PORDENONE - FVG Pride si scaglia contro la coppia di sindaci (Alessandro Basso di Pordenone e Loris Bazzo di Carlino, provincia di Udine) che ha annunciato le nozze a giugno. «Non è un matrimonio, non sono nozze – dice il Fvg Pride – ma è un’unione. Non basta amarsi, condividere una casa e i momenti indimenticabili». Basso replica e ricorre al latino: «Dal punto di vista del linguaggio e della semantica è un’unione civile – spiega il primo cittadino di Pordenone – il dono della maternità non può essere attribuito a due persone dello stesso sesso, sul piano formale è un’unione, un contratto tra due persone che è il punto più alto dei diritti e della nostra Costituzione».

Per il sindaco, il “matrimonium” resta affare legato al termine “mater”. Il Pride Fvg però non dimentica che l’unione civile rappresenta una «conquista ottenuta grazie al lungo percorso di mobilitazione, portata avanti da associazioni, attivisti e cittadini». Insomma, si uniscono grazie a loro. Ma per Alessandro e Loris, tolta la fascia tricolore e riposti i dizionari, contano i fatti. «ll Pride non è necessario per stimolare la parità, che va considerato un processo culturale lungo – afferma il sindaco di Pordenone–. La mia storia non è seconda a nessuno rispetto allo stimolo della parità».