BOLZANO. «Oggi la vera sfida non è più dire che il rifiuto è una risorsa, ma dimostrarlo ogni giorno attraverso processi efficienti, tracciabili e sostenibili. Il rifiuto diventa realmente una risorsa solo se viene correttamente differenziato: una raccolta fatta bene ne facilita il trattamento, il recupero e il successivo reinserimento nel ciclo produttivo. Solo con l'impegno di cittadini, imprese e istituzioni possiamo trasformare concretamente il rifiuto da scarto a risorsa e alimentare un modello di economia circolare sempre più efficace». Chi parla è Mauro Santini, imprenditore bolzanino che assieme al fratello Andrea e al padre Sergio, guida il gruppo omonimo, che oggi conta 175 collaboratori. Ma il primo ad intuire il potenziale dei rifiuti/scarti era stato il nonno Marino che, a metà degli anni '40, lavorava come ferraiolo nell'edilizia, ma in inverno i cantieri si fermavano per quattro mesi. Troppi per lui che aveva moglie e quattro figli: è così che ha cominciato a raccogliere ferro vecchio con il motocarro. La seconda e la terza generazione hanno gestito la crescita ed hanno creato un impero che i numeri descrivono così: 10 mila clienti tra imprese, enti pubblici e comunità locali; più di 175 mila tonnellate di rifiuti gestiti in un anno; 5 impianti in Alto Adige e una sede in Austria. Mauro Santini - assieme al figlio Filippo, 18 anni, studente universitario a Londra - è stato ospite della redazione dell'Alto Adige, per una chiacchierata a 360 gradi con il direttore Valentino Beccari, sulla sostenibilità. Una parola che oggi ricorre spesso in diversi ambiti; più complicato tradurla in pratica.