di
Elvira Serra
«Cedetti Milanello a Berlusconi, ma avanzo ancora soldi»
Per raccontare Ljuba Rizzoli non basta un libro, ci vuole un’enciclopedia. Ha compiuto ieri 94 anni di una vita ricchissima e complicata, sopravvivendo a testacoda che avrebbero messo fuori gioco chiunque, ma non lei, tenace e ironica per carattere, rapidissima e curiosa di testa, generosa ed empatica di cuore. Non voleva rispondere a nessuna telefonata, perché il 27 giugno era anche il compleanno della sua Isabellina, morta suicida a 23 anni nel 1987, e la sua assenza, adesso, è una presenza dolorosa. Ma al nostro ennesimo squillo ha ceduto e in un’ora e un quarto di conversazione ha parlato di passato, di presente e di futuro, prima di prepararsi per raggiungere gli amici alla cena di compleanno organizzata per lei nella «Salle Empire» dell’Hotel de Paris di Montecarlo.
Signora Rizzoli, la vita non ha mai smesso di farle sgambetti. A gennaio è scomparso il suo ultimo compagno, Rolland Courbis, già calciatore e allenatore, poi commentatore sportivo. Come l’ha presa? «È mancato in poche ore. Stava bene, era un tipo alla José Mourinho. Doveva raggiungermi a Montecarlo il giorno dopo, invece mi chiama per dire che aveva un po’ di febbre e che voleva andare all’ospedale per farsi vedere».







