L’agitatore culturale salentino ha creato Daimon, un progetto che promuove fine settimana in cui i posti vengono abitati come custodi: passeggiate, conversazioni, laboratori, momenti conviviali, spazi di ascolto nati dal basso«Dopo innumerevoli incontri e storie ascoltate, la mia attenzione si è spostata: sono passato dal concetto di restanza a quello di abitare». Gianluca Palma, agitatore culturale, dal Salento, dove vive, è impegnato da tempo nel ricreare un senso dei luoghi, unito a una rete di conoscenza e connessione tra diverse esperienze in tutto il Sud. «Per quanto io sia profondamente legato alla restanza, ho notato che spesso questo termine viene frainteso con un restare a oltranza, una sorta di lotta alla Diana LigorioClasse 1982, è autrice di docufilm per Rai, Sky, La7, alcuni scritti con Roberto Saviano, Carlo Bonini, Fabrizio Gatti, Attilio Bolzoni, Antonio Spadaro. L’ultimo docufilm, Io devo continuare, è stato nominato al Prix Europa 2024. Ha pubblicato il romanzo Mia e la voragine (TerraRossa), candidato al Premio Campiello Junior, e il romanzo Occhi di lupo, cuore di cane. La vita invisibile di un agente della DIA (Bompiani), menzione speciale al Premio Giornalistico Narrativo Nadia Toffa.
I sarti di comunità: maestri per ricostruire relazioni e territori
L’agitatore culturale salentino ha creato Daimon, un progetto che promuove fine settimana in cui i posti vengono abitati come custodi: passeggiate, conversazioni, laboratori, momenti conviviali, spazi di ascolto nati dal basso
Questo articolo è **fuori tema per Warptech Tech News**. Parla di comunità culturale, restanza nel Salento, e un progetto chiamato Daimon di weekend conviviali e laboratori territoriali. Non ha rilevanza per un'audience di manager IT, CTO, o responsabili AI — né contenuto tech, né segnali di mercato, né implicazioni su stack/budget/governance. **Consiglio**: scartarlo dalla selezione newsletter e tornare a notizie con anchor tech/business/AI.










