Il «Tabiòt» per cultura e socialità: dai giovani uno spazio aperto a Bonate Sopra

VOLONTARIATO. L’installazione al Parco del Dordo realizzata da «Paesaggi Prossimi», collettivo informale nato un anno fa. «Gli ambienti agricoli e naturali sono patrimoni da valorizzare».

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Michela Offredi

Martelli, seghe, travi recuperate da vecchi cantieri, ragazzi e ragazze chini sui disegni di progetto, fra chiacchiere e impegno, sorrisi e concentrazione. È questa la scena che accoglieva chi, nei giorni scorsi, arrivava al Parco Aldo Moro di Bonate Sopra, dove una decina di giovani provenienti da Bergamo, dalla provincia ma non solo, stavano costruendo un «Tabiòt». La struttura, una volta completata e montata al vicino Parco del Dordo, è diventata uno spazio aperto per incontri, laboratori, spettacoli. Un’installazione temporanea trasformata in un epicentro di attività culturali e occasioni di socialità. Dietro quel cantiere c’è Paesaggi Prossimi, collettivo informale nato poco più di un anno fa dall’iniziativa di Matteo Togni, 28 anni, Filippo Gelfi, 27 anni, e Francesca Maggioni, 28 anni, tutti di Ponte San Pietro.