HomeMacerataCronacaMorto Lambertucci, maratoneta di Dio: "Uomo di fede e di pace, un esempio"Muratore, imprenditore edile e autore di grandi imprese: fatale un malore. Stava per compiere ottant’anniIl treiese Ulderico Lambertucci tra due ali di folla con la fiaccola della pace durante una delle sue imprese: il maratoneta di Dio è morto venerdì sera a un mese dal suo ottantesimo compleannoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciHa fatto della corsa la sua "missione", macinando chilometri in giro per il mondo e pregando. L’altra sera il suo ultimo passo. Si è spento all’età di 79 anni Ulderico Lambertucci, il "maratoneta di Dio", ultramaratoneta di Treia, classe 1946. Ha affrontato steppe e deserti, ha unito continenti e santuari con la forza delle sue gambe e di una fede incrollabile. L’altra sera, a un soffio dal traguardo dei suoi 80 anni, Lambertucci ha compiuto il suo ultimo passo, lasciando un vuoto immenso in quanti lo hanno conosciuto, seguito e raccontato. Un arresto cardiaco improvviso ha fermato il cuore del "maratoneta di Dio", l’uomo che aveva saputo trasformare la fatica in preghiera e l’asfalto in un messaggio universale di pace.
Nato e cresciuto a Treia, Ulderico ha lavorato come muratore e imprenditore edile, scoprendo la corsa solo in età adulta, dopo i cinquant’anni. Da quel momento non si è più fermato. Le sue imprese sono entrate nella storia del podismo estremo e del pellegrinaggio moderno. Tra le tante la leggendaria Roma-Pechino del 2006: 12mila chilometri a piedi in 187 giorni, attraversando undici nazioni sulle tracce di padre Matteo Ricci. E poi la straordinaria traversata degli Stati Uniti nel 2012, partita dalla Porziuncola Nuova di San Francisco per concludersi a Ground Zero a New York, in memoria dell’attentato alle Torri Gemelle. Nel 2008 il cammino in Terra Santa verso Gerusalemme, e poi le corse verso Santiago de Compostela, Czestochowa, Fátima, fino al suo ultimo pellegrinaggio da Loreto a Lourdes nel 2024, affrontato alla soglia degli 80 anni. Passi che lo hanno portato a ricevere più volte la benedizione dei Papi, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, fino a Francesco. Incontri straordinari in cui Ulderico ha portato in Vaticano la polvere della strada, il sudore del testimone e la vicinanza della sua gente, un autentico ambasciatore di pace e di fede di corsa.






