Venti accessi in due giorni al pronto soccorso di Santa Maria Nuova, in centro a Firenze, per colpi di calore....Venti accessi in due giorni al pronto soccorso di Santa Maria Nuova, in centro a Firenze, per colpi di calore. Blackout elettrici che costringono ristoranti e bar a comprare meno merce e a chiudere il locale nelle ore più calde pur di ridurre i consumi e i danni. Musei bollenti che deludono i turisti in cerca di refrigerio e fanno arrabbiare dipendenti e sindacati. È la Firenze al nono giorno consecutivo di bollino rosso per le temperature elevate. Ieri, tra le 13 e le 14, il termometro della stazione dell’Orto Botanico segnava 39 gradi e mezzo. E nei musei civici non si stava meglio. Nel Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio, all’ora di pranzo c’erano 34,7 gradi; meglio dei 38,3 nella sacrestia di Santa Maria Novella. I sindacati (Fp Cgil e Fp Uil) hanno mandato una nota al veleno nei confronti del Comune che, di risposta, ha giurato di prendere precauzioni: chiusura di alcuni percorsi museali, aerazione dei locali anticipata alle 6, pause ravvicinate e flessibilità di orari e posizionamento di apparecchi raffrescatori.
Dall’altra parte la città fa i conti con una forte pressione sulle reti elettriche, i dati di E-Distribuzione lo dicono chiaramente: a giugno si è registrato un aumento dei consumi medi di energia del 12%, con un picco giovedì e venerdì quando, tra le 13 e le 14 e le 19 e le 21, c’è stato un aumento medio di assorbimento del 35%. Ne conseguono i continui abbassamenti di tensione. Ieri mattina è andato in blocco anche l’impianto dell’Anconella gestito da Publiacqua, che dà da bere a tutta la città: per pochi minuti rubinetti a secco e bassa pressione in alcune zone. Si è temuto il peggio.











