L’altra sera, mentre la Estate Correndo animava le vie con centinaia di partecipanti e un clima festoso, molti residenti si sono ritrovati bloccati. Un paradosso: un evento che valorizza la città, ma che ha finito per trasformarsi in un ostacolo imprevisto per chi semplicemente cercava di rientrare a casa. A creare malumore non è stata la corsa, bensì la gestione della viabilità da parte dell’Assessorato, giudicata da diversi cittadini insufficiente e priva di una comunicazione adeguata. Nel quartiere Prati un residente racconta di aver avuto difficoltà a raggiungere la vicina Lissone: "Capisco la chiusura della strada per la corsa, ma tutto è stato fatto senza preavviso. Non ho visto attenzione per i residenti. In uno dei punti di chiusura mi sono trovato davanti le transenne del Comune di Lissone. Oltre all’organizzazione, insomma, a Desio mancavano pure le transenne".
Ancora più articolata la segnalazione di Walter Todaro, un residente del centro storico, che ha deciso di scrivere al Comune. Nella sua mail descrive un rientro a casa trasformato in un percorso a ostacoli: corso Italia chiuso, via Piermarini sbarrata, volontari lasciati soli, automobilisti in coda e deviazioni improvvisate. "Alle 21.20 - racconta Todaro - dopo un’ora e mezza in giro per la città, riesco ad arrivare a casa. La critica non riguarda il diritto a circolare durante la gara, ma l’assenza di soluzioni alternative per chi vive in vie non coinvolte dal percorso". L’ordinanza prevedeva chiusure “per il tempo strettamente necessario al transito dei partecipanti”, ma secondo Todaro questo principio non è stato rispettato: "Sono rimasto impossibilitato a raggiungere la mia abitazione per circa un’ora e mezza senza che nessuno mi indicasse una modalità alternativa". Alla fine giovedì sera a Desio erano davvero tutti a spasso. I podisti correvano seguendo un percorso preciso e festoso. I residenti, invece, vagavano per un percorso completamente diverso: quello imposto dalla mancata comunicazione e dalle indicazioni che non arrivavano mai alle auto in coda. Due movimenti paralleli ma diversi: uno voluto, l’altro subito con rabbia.








