Era tutto previsto, ma niente risulta preparato, con buona pace dell’efficienza tedesca.
Non è soltanto termico lo shock che in queste ore sta portando al collasso la Germania, fisicamente incapace di reggere il «caldo da record»: dai cittadini per niente abituati a vivere con temperature africane, fino alle infrastrutture progettate su misure al clima atlantico; la realtà scotta da tutti i punti di vista.
MENTRE IL PAESE letteralmente si squaglia alla luce del sole, capace ieri di pompare la colonnina di Berlino fino a 41 gradi Celsius. Risultato: la capitale (che gelava a -20° sei mesi fa) ora somiglia a Dubai pure nella «Stadtbild», la cartolina della città, per dirla con il vocabolario del cancelliere Friedrich Merz, con le strade deserte e la gente rinchiusa in casa nelle ore da bollino rosso. L’unica differenza che qui meno del 10% dei residenti vive in alloggi con aria condizionata. Da Drewitz in Sassonia-Anhalt – il comune tedesco più caldo in assoluto (con 41,3 gradi) – in giù la Germania soffoca e arranca.
NEI PUNTI del «pronto soccorso anti-caldo» si moltiplicano i malori di ora in ora. Ma è l’inferno anche negli uffici pubblici, nelle scuole e nelle università, dove pure vige la regola della Hitzefrei secondo cui «se la temperatura raggiunge i 26 gradi, i responsabili delle strutture devono adottare drastiche misure per abbassarla. A 30 gradi Celsius, sono obbligati a installare ventilatori, a consentire orari di lavoro flessibili e ad allentare il codice di abbigliamento, oltre alla messa a disposizione per i dipendenti di bevande fresche», ricorda il primo canale della tv pubblica.













