È una nota antica quella che accompagna lo stupore e risuona nella memoria di certi luoghi ricchi di storia; diversa dai rumori uditi nelle notti afose e insonni e dalle ballate che riempiono le strade. La Bari Vecchia più profonda non è quella che appare agli occhi di chi la vive in poche ore: è quella nascosta nelle botteghe, nei mestieri, nelle mani di chi continua a tramandare tradizioni. È una città che ha conosciuto altri suoni, come quelli tramandati degli Exultet, gli antichi rotoli medievali in cui il canto, immagini e memoria si intrecciavano per raccontare anche frammenti della società del tempo.
Ed è nelle attività che resistono, nelle storie di chi continua a lavorare mentre intorno tutto cambia, che si racchiude l’autenticità di un luogo. «È un quartiere importante, oggi anche il più bello», racconta Michele, proprietario della Tipografia La Nave, una delle attività storiche della città vecchia. «Mi auguro che le nuove generazioni possano integrarsi con quello che sta succedendo nella nostra città, conservando l’integrità delle nostre vite, di ciò che siamo e soprattutto di ciò che siamo stati».
La sua tipografia è stata fondata nel 1990 dal padre, che quel quartiere lo conosceva prima ancora di lavorarci perché lì era nato e cresciuto. «Mio padre era tipografo da ragazzino, ha sempre fatto questo lavoro - racconta Lanave - però era dipendente. Poi ha deciso di mettersi in proprio, partendo da una piccola tipografia proprio nel suo quartiere».







