Con Socialmente utile, Vybes costruisce un album che attraversa salute mentale, amore, migrazioni, famiglia e identità. Un progetto che non offre risposte, ma invita ad ascoltare le fragilità della sua generazione.
Mentre molti album hanno come unico obiettivo quello di intrattenere, alcuni sembrano invece voler rallentare il passo e invitare all’ascolto. “Socialmente utile”, il nuovo album di Vybes, si inserisce proprio in questa seconda dimensione. Un progetto articolato in nove tracce che osservano il presente attraverso lo sguardo di un artista di ventitré anni, spinto dal bisogno di indagare sul mondo, sulle relazioni e sulle fragilità che attraversano la sua generazione.Il titolo, “Socialmente utile”, funziona da collante.
Non c’è alcuna pretesa di impartire lezioni o di indicare una strada. Al contrario, il disco nasce dal desiderio di far riflettere. «Ogni traccia affronta una tematica diversa della società nel proprio piccolo», racconta l’artista. «Non volevo fare un progetto difficile da digerire».
Ciononostante, dietro questa apparente leggerezza, si nasconde un lavoro profondamente consapevole e fragile. La salute mentale, la solitudine, il rapporto con la famiglia, l’amore, il denaro, le migrazioni, la sessualità: ogni canzone diventa un monumento di un aspetto diverso del nostro tempo. Temi che Vybes affronta sentendosi in parte responsabile di ciò che comunica. «Cerco sempre di comunicare molto con il mio pubblico perché mi piace dare voce alle persone che si trovano in determinate situazioni e magari non possono avere quello spazio per parlare. Quindi, in qualche modo, lo faccio io al posto loro».









