«Volevo visitare la Sicilia sin da quando ero giovane. La mia fidanzata dell’epoca desiderava vedere Siracusa e siamo partiti, senza soldi, percorrendo tutta la penisola a bordo della sua Citroën. Appena superata Napoli, però, ci siamo fermati: come diceva Napoleone, “L’Italia è troppo lunga”. Ma decenni dopo, con una carriera da scrittore di culto alle spalle e diversi premi internazionali, Jan Brokken è finalmente riuscito ad approdare a Palermo, dove ha tenuto una presentazione del libro a piazzetta Bagnasco, organizzata dalla libreria Modusvivendi. Considerato uno dei maggiori autori europei contemporanei, Brokken ha presentato il suo nuovo romanzo, “La malinconia del viaggiatore”, edito da Iperborea. Una raccolta di quattordici racconti ispirati ai suoi viaggi sulle orme di grandi artisti europei del passato, da Machado a Kafka, da Béla Bartók a Goethe, le cui esperienze vengono riportate con eleganza e incanto. E con una cultura costruita in giovinezza, quando, affetto da una malattia allergica che gli aveva temporaneamente compromesso la vista, è stato intrattenuto dalla madre russa con la lettura dei principali classici di quella letteratura.
Da quali esperienze nasce il suo ultimo libro?








