Capi fluidi e colorati, linee ampie, stampe decise e accessori che sembrano essere stati acquistati in vacanza a Marrakech, ancora prima di partire
Marrakech non è solo la meta del Marocco più gettonata per i weekend lunghi e gli addii al nubilato. È una vera e propria cartolina di viaggio. Un interno ombroso dietro una porta anonima nel cuore della Medina, una terrazza assolata con vista sui tetti, un patio acceso da piastrelle colorate, un tè alla menta servito mentre la città si corre, contratta, seduce. Non stupisce che Alfred Hitchcock l’abbia scelta come scenario per L’uomo che sapeva troppo e che Yves Saint Laurent ne abbia fatto la sua seconda casa. Nella città rossa tutto sembra studiato per diventare racconto, atmosfera, guardaroba.
Per questo la valigia per un viaggio in Marocco nell’estate 2026 non può limitarsi al solito kit da vacanza che rispetti i limiti imposti dal bagaglio. Deve essere leggera, sì, ma anche scenografica. E in qualche modo rispettosa delle tradizioni. Pratica per perdersi tra i souk, elegante per un pranzo all’ombra di un riad, abbastanza colorata da dialogare con zellige, tappeti, spezie e tramonti, a Marrakech come a Tangeri, a Rabat come a Fés. Il segreto? Capi fluidi e colorati, linee ampie, stampe decise e accessori che sembrano essere stati acquistati in vacanza, ancora prima di partire.










