La STP di Brindisi ha pagato un’agenzia investigativa per bonificare la sede da cimici e microspie. E una settimana fa la Guardia di finanza ha bussato alla porta della stessa società per acquisire tutte le carte relative al caso di Toni Esperte, dipendente licenziato e poi riassunto con una controversa operazione costata 850mila euro alle casse della società pubblica con contorno di polemica politica visto che Esperte è un ex consigliere comunale di Mesagne ed è cugino di Toni Matarrelli, asso pigliatutto della politica brindisina e attuale presidente del Consiglio regionale della Puglia.
Difficile dire se i due fatti siano collegati. Di sicuro c’è che la società di trasporto pubblico sta esplodendo: lunedì scorso il Consiglio di amministrazione si è spaccato sulla proposta di bilancio, che è passato a maggioranza con il voto contrario dell’ex deputata Pd Elisa Mariano, motivato proprio con la sua contrarietà alla transazione firmata da Esperte e dalla presidente di STP Alessandra Cursi.
Il Cda della società di trasporto pubblico è composto da tre componenti: due sono nominati dal socio di maggioranza cioè la Provincia di Brindisi, ovvero la presidente Cursi (avvocata nonché moglie dell’ex capo di gabinetto della Provincia di Brindisi nell’era Matarrelli, Francesco Civino) e l’ex deputata dem Mariano, anche lei in quota centrosinistra ma proveniente da un’area diversa rispetto a quella di Matarrelli; il terzo componente è Pasquale Dagnello in rappresentanza del socio di minoranza, cioè il Comune di Brindisi dove il sindaco Giuseppe Marchionna governa con una maggioranza di centrodestra.










