Re Carlo III sperava di chiudere ogni polemica sulla casa reale e sul fratello Andrea e risalire nei consensi, confessando quanto ha pagato di tasse dal giorno della sua incoronazione, ma quasi 35 milioni di euro versati alle casse dello stato non sono bastati a cancellare l’effetto boomerang della seconda notizia scivolata giù, in allegato alla dichiarazione dei redditi. L’annuncio di voler rinunciare definitivamente a vivere nelle stanze di Buckingham Palace riservate ai sovrani non è piaciuto ai sudditi che, da quel momento, hanno iniziato a sollevare una serie di polemiche.

Il punto è: perchè sono stati investiti 369 milioni di sterline per un lavoro di restauro, titanico, durato dieci anni, se poi il re non ci andrà neanche più a vivere? Non è bastato dunque l’impegno a rivelare i suoi conti privati e la promessa di farlo sempre, da oggi in poi, per giunta tirando dentro anche il figlio William: i sudditi non hanno gradito la notizia di vedere Buckingham Palace trasformato in un museo e in una sede occasionale per ricevimenti, che per lo più si svolgono a Windsor. Così come è accaduto in occasione dell’ultima visita di Stato di Donald Trump, tenuto a debita distanza da Londra per evitare contestazioni ed un contatto più promiscuo con la città.