Rischia di rivelarsi un boomerang l'operazione "trasparenza" con cui re Carlo III ha parzialmente squarciato per la prima volta nella storia della monarchia britannica il velo del segreto sulle tasse reali e sui privilegi finanziari tenuti a lungo nascosti ai sudditi, soprattutto se si considera che l'iniziativa è stata accompagnata dal controverso annuncio di non risiedere più a Buckingham Palace nonostante sia quasi conclusa una mega ristrutturazione da 370 milioni di sterline. L'intenzione era nota da tempo, coi lavori iniziati fra l'altro quando c'era la regina Elisabetta II e destinati a finire l'anno prossimo, ma la formalizzazione arrivata ieri sera ha scatenato una bufera sulla corona, per di più da fronti opposti. Un tabloid filo-monarchico e di destra come il Daily Express ha addirittura sostenuto che con questa decisione Carlo III "rischia di commettere il peggiore errore del suo regno".
Non solo vengono sollevati dubbi sulla rottura della tradizione, con l'addio all'edificio simbolo diventato residenza ufficiale nell'800 con la regina Vittoria, al quale invece Carlo ha preferito in via definitiva la soluzione della più discreta Clarence House per i soggiorni londinesi. Ma in questo modo la Royal Family si è anche esposta all'accusa di sprechi, nonostante sia stato precisato che il Palazzo, oltre a restare nella disponibilità del sovrano, verrà sempre più reso accessibile al pubblico, con quindi un notevole ritorno economico grazie alla grande attrattiva per i turisti.











