Da "capitano a presidente". In 24 ore è cambiata la vita del capitano del primo scudetto rossoverde, quello del gol decisivo che mise ko la Canottieri Napoli nel 1985. Scendendo le scale che portano da via Posillipo 5 al porticciolo rossoverde era un continuo salutarsi: «Ciao Stefano, ciao capitano». Oggi, con il sole che bacia le bandiere al vento, è tutto un «Ciao presidente». Stefano Postiglione da giovedì è il presidente del Circolo Nautico Posillipo. Una elezione sofferta arrivata al termine di una contesa con Vincenzo Triunfo che, come è tradizione delle elezioni posillipine, paragonare alle montagne russe è dir poco. Da Aldo Campagnola a Stefano Postiglione. Si volta pagina. Cos'è Posillipo per lei? «Amo Posillipo. Ci sono cresciuto, insieme ai miei fratelli».
E oggi, che è presidente del suo Circolo? «Mi piace pensare, ed i soci lo hanno dimostrato negli auguri che mi hanno fatto nel dopo elezioni, che sia stato eletto un uomo di Posillipo, del Posillipo, che vuole fare il bene del suo circolo assieme alla sua squadra».Marilisa Varrone vicepresidente sportivo, Igino della Volpe amministrativo. «Persone splendide. Entrambi competenti nella propria area, Marilisa una campionessa di vela capace di parlare al cuore degli sportivi, prima donna nel ruolo; Igino un commercialista che guarderà alla forza economica del circolo. Mi piace fare un gioco di squadra. Come con il Posillipo dello scudetto. Eravamo tutti per un obiettivo. Anche in questo caso siamo tutti per il circolo».Parola d'ordine? «Armonia. Bisogna restituire ai soci la tranquillità di vivere un clima sereno, al personale la capacità di essere il motore del circolo ascoltandone le esigenze e sapendone condividere dritti e doveri, allo sport la forza di essere la mission del Posillipo perché senza sport non abbiamo motivo di esistere».Un presidente pallanuotista. «Un presidente sportivo. Ci sarà grande attenzione su ogni disciplina. Abbiamo le idee ben chiare su tutto. Lo sport deve essere sostenuto, sempre. Ci sono validissimi tecnici in tutti i settori. La pallanuoto vorrei che ripetesse il bel campionato concluso ma con risorse costruite in modo differente. Ci sarà una spending review, questo è certo, ma non è detto che ciò che verrà meno non sia integrato con entrate provenienti da risorse esterne. Quindi avanti con tutti gli sport e grande attenzione ai costi».L'augurio più bello? «Quello che mi stanno facendo i soci attraversando il circolo. È stato eletto uno di noi, una famiglia di Posillipo».I messaggi? «Quello del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, dei presidenti di Italia, Savoia e Canottieri; Mottola, Cattaneo, Bracale, ed altri 500 che non sono riuscito ancora ad aprire».Suo padre, Carlo, ha fatto la storia del Posillipo ma non è mai riuscito a fare il presidente. «Ho chiuso questo vulnus. Lui fu vicepresidente sportivo. Per la presidenza perse nell'urna da Ritondale».A lui è andato il primo bacio. «Non poteva essere altrimenti. Omaggio e riconoscenza per ciò che sono oggi».Quale ruolo ha un circolo oggi? «Sport e Sociale. Significa aprire alla città, a permettere a tutte le fasce sociali di fare sport ed in questo il Posillipo è stato, è e sarà in prima linea».Centroboa anche da presidente, pronto a prendere e dare botte? «L'analisi più divertente l'ha fatta un socio che riferendosi a me ha detto: "Sembra tranquillo ma quando vuole ha schiena dritta, rigorosa e attacca"».Il sogno? «I giovani, aiutarli nel loro percorso di sportivi costruendogli un futuro professionale attraverso borse di studio e altre iniziative».È un circolo di cui si sente più capitano o allenatore? «Sicuramente più capitano che presidente. E sicuramente tifoso del Napoli».












