Brindisino doc, 42 anni, avvocato, passione per la palla spicchi vissuta nel mondo delle «minors»: Marco Stasi da qualche giorno è il nuovo presidente della Federbasket pugliese, sulle orme dei concittadini Foffo Trabacca e Gigi Melone. Ascolto, scuola, eventi, ma anche (e soprattutto) settore giovanile, formazione degli arbitri, rapporto con la base del movimento e coinvolgimento del basket di vertice: dopo il commissariamento del precedente Comitato, idee e progetti non mancano, a partire dal messaggio che «la Fip deve tornare ad essere la casa di tutti», cavalcato in campagna elettorale e ribadito subito dopo la vittoria.
Presidente, metabolizzato il successo, che sapore ha il day after?
«Il day after è molto stimolante perché ci sono tutta una serie di punti che abbiamo toccato durante la campagna elettorale che vogliamo andare a realizzare».
Da cosa si parte?
«ll primo obiettivo è dare stabilità dal punto di vista organizzativo alla federazione. Dopodiché vogliamo provare a mettere in pratica quello che abbiamo detto, quindi innanzitutto tornare ad ascoltare le società. Com'è noto ho girato molto durante la campagna elettorale. Qualcuno dice che è stato uno dei segreti del successo, però in realtà era un modo per farmi conoscere e portare un ascolto concreto su tutte quelle che sono le esigenze delle società. Ora siamo stati eletti e abbiamo avuto la loro fiducia per cui dobbiamo realizzare le cose. Se posso sintetizzare, ora la parola chiave è responsabilità».














