Venti mesi di presidenza, ma nel tennis c’è praticamente da sempre anche se soltanto da un paio di anni nell’incarico più prestigioso, ma anche più gravoso, quello di presidente del Comitato Marche della Federazione. Andrea Bolognesi, 62 anni, cresciuto nei mitici campi del Ponterosso di Senigallia dove nel 1971 Adriano Panatta vinse il suo primo torneo in carriera, guida la FITP Marche dall’ottobre 2024, avendo raccolto l’eredità di Emiliano Guzzo, ora consigliere nazionale a Roma. Se la presidenza c’è soltanto da due anni, Bolognesi già dal 2008 era stato vice dello stesso Guzzo. "Sarà un cambiamento nella continuità" era stata infatti la sua prima dichiarazione all’elezione.

Presidente, 21mila tesserati: da dove viene questa crescita e come si consolida?

"Il grande seguito che stiamo avendo è dovuto sicuramente agli eccellenti risultati conseguiti dai nostri giocatori. Un crescendo che ha radici negli investimenti di tutta la struttura federale: dirigenti, tecnici, progettualità. Vale anche per le Marche: il nostro sistema nel settore tecnico giovanile ha esportato il proprio modello a livello nazionale. Ma c’è dell’altro".

Cosa?

"Il lavoro sulla base non riguarda solo l’agonismo. Abbiamo avviato circuiti amatoriali come il City Tennis Tour e il Tpra, ma anche iniziative dedicate al tennis in carrozzina".