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Ultimo aggiornamento: 7:04
Vent’anni fa era solo un’idea. Oggi è una realtà nel panorama del tennis internazionale. Il torneo ATP Challenger di Bergamo ha costruito la sua identità, trasformandosi nel tempo da semplice evento locale a pilastro del circuito. Dopo due decenni di sfide e crescita costante, è oggi il secondo Challenger più longevo d’Italia, superato solo da quello di Cordenons (Roma). Un traguardo che non passa di certo inosservato: nell’edizione 2025, in programma dal 16 al 23 novembre al Chorus Life, il torneo riceverà un prestigioso riconoscimento ATP nell’ambito del programma “Heritage”, pensato per celebrare gli eventi più storici e significativi del tour. Una lunga maratona di tennis che ha tra i suoi grandi protagonisti Marco Fermi, direttore e organizzatore del torneo.
Quanto è importante questo premio e cosa rappresenta per il torneo e per la città di Bergamo?
È un riconoscimento molto importante perché arriva dopo vent’anni di duro lavoro, anni in cui ci sono stati momenti difficili, nei quali sarebbe stato facile mollare tutto e invece abbiamo resistito. E ora possiamo dire che sta diventando uno dei Challenger più riconosciuti a livello mondiale. Per la città di Bergamo è senza dubbio un’ottima vetrina: episodi come il colpo spettacolare di Dustin Brown, finito sulle televisioni di tutto il mondo, o i successi di giovani talenti diventati top player come Jannik Sinner o Holger Rune, hanno portato visibilità e orgoglio. Quest’anno con la consegna di questo premio, a cui verrà data visibilità mondiale, sarà ancora più amplificato.






