«Riccardo domani c’è la causa. Tu non devi andare. Ora esci fuori che devo parlare con Leonardo». Sarebbero state queste le parole pronunciate da Raffaele Losappio nello studio legale di Giangregorio De Pascalis difensore di Davide Albano, rivolte a Riccardo L. Quest’ultimo avrebbe dovuto testimoniare contro Albano.
Un quadro di minacce nel quale l’avvocato penalista Raffaele Losappio era coinvolto, tanto che l’accusa che gli viene mossa è di intralcio alla giustizia. Solo che Raffaele Losappio non è solo un avvocato penalista: da poche settimane è anche assessore all’urbanistica del Comune di Andria.
Losappio risulta indagato nell’ambito delle indagini condotte tra l’ottobre 2025 e inizio 2026 che poi hanno portato all’operazione «Omnes» con 40 arresti eseguiti dalla Polizia il 17 giugno e che hanno smantellato le cinque piazze di spaccio ad Andria.
Secondo il gip Ivan Barlafante, Losappio avrebbe minacciato e promesso utilità a Riccardo L. per indurlo a rendere una falsa testimonianza, o comunque a non testimoniare. Un «consiglio» che Leonardo Albano (che materialmente aveva prelevato da casa Riccardo L. e lo aveva portato allo studio legale alla presenza di Losappio) aveva rincarato nel riportarlo a casa. «Non andare alla causa domani, altrimenti danno di più la condanna a mio fratello (Davide Albano). Altrimenti tu da casa non esci più. Da domattina sino a domani pomeriggio non rimanere a casa tua, altrimenti vengono i carabinieri e ti portano alla causa. Se vuoi ti do dei soldi per andare a mangiare domani al ristorante, così non ti fai trovare. Mi raccomando. Ricorda che tu hai dei definitivi da scontare e quando andrai in galera sanno loro cosa fare».







