HomeLa SpeziaCronaca’Il dipinto ritrovato’. L’identità del borgo al centro della mostraIeri l’inaugurazione negli spazi del castello di San Giorgio "Progetto che racconta come la comunità abbia costruito se stessa".Il sindaco Marco Russo con l’assessore Lisa SaisiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Questa mostra rappresenta molto più di un’esposizione d’arte: racconta il modo in cui una comunità ha costruito e custodito nel tempo la propria immagine". Con queste parole il sindaco di Lerici, Marco Russo, ha inaugurato ieri al Castello San Giorgio l’esposizione ‘Il dipinto ritrovato’, un progetto che riporta al centro del dibattito culturale l’identità del borgo e il suo legame secolare con la fortezza affacciata sul mare. Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza della riscoperta di quella che è considerata la più antica rappresentazione iconografica di Lerici. "Il Castello è da secoli il simbolo più riconoscibile del nostro territorio. Raccolgo con convinzione il lavoro avviato dall’amministrazione che ci ha preceduto, ringraziando curatori, proprietari e i collezionisti che hanno scelto di donare al Comune parte delle loro raccolte. Grazie alla loro generosità, un patrimonio che apparteneva a pochi diventa oggi di tutti, a disposizione delle future generazioni. Grazie anche al Rotary Stella Maris per il sostegno". L’esposizione, visitabile fino al 20 agosto, ruota attorno a un reperto eccezionale: un dipinto cinquecentesco attribuito a Hendrick Van Cleve III, maestro fiammingo del XVI secolo. L’opera, per secoli ritenuta perduta e riemersa recentemente sul mercato internazionale, è stata acquisita dal collezionista Antonio Gentile, che ha deciso di donarla al Comune. Roberto Besana, ideatore del progetto, ha spiegato la genesi dell’evento: "L’idea è nata dal ritrovamento di questo dipinto, che ha riacceso l’interesse per le origini dell’iconografia locale. Abbiamo costruito un percorso con oltre sessanta opere per mostrare come Lerici sia diventata, nei secoli, un soggetto ricercato da artisti e viaggiatori". Il curatore Simone Vallerini ha evidenziato la complessità del lavoro di ricerca svolto: "Ogni mostra è il risultato di uno studio, ma in questo caso il percorso è stato una scoperta continua. Abbiamo ricostruito una trama di testimonianze che raccontano quattro secoli di storia figurativa, riunendo dipinti, stampe e disegni che difficilmente si possono vedere insieme". La rassegna, che documenta l’evoluzione dell’immaginario lericino dal Cinquecento al Novecento, è arricchita dal contributo critico di Marzia Ratti. Particolarmente rilevante è il gesto di Massimiliano Vecchi, collezionista che ha donato la propria raccolta di antiche vedute, che al termine della mostra entrerà a far parte del patrimonio della biblioteca comunale: "Donare alla comunità queste opere è un gesto di riconoscenza verso un territorio che da molti anni accoglie la mia famiglia" ha affermato Vecchi.
’Il dipinto ritrovato’. L’identità del borgo al centro della mostra
Ieri l’inaugurazione negli spazi del castello di San Giorgio "Progetto che racconta come la comunità abbia costruito se stessa".










