HomeCultura e SpettacoliMario Raciti, l’omaggio di Milano. Inquietudini di un outsider dell’arteCento opere provenienti da collezioni private e musei italiani in mostra a Palazzo Reale: "Un punto di arrivo"Cento opere provenienti da collezioni private e musei italiani in mostra a Palazzo Reale: "Un punto di arrivo"Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Non dipingo più da un anno, ho 90 anni, e questa mostra è un punto di arrivo. Cosa vorrei che il pubblico cogliesse guardando i miei lavori? Che sono un pittore anomalo, che vado per la mia strada, lungo una tangente che non rientra nelle forme codificate dell’arte". Mario Raciti ci accoglie a Palazzo Reale (Mario Raciti, Opere 1952-2025, sino al 20 settembre. Ingresso libero), nella grande mostra che ne racconta il percorso artistico lungo settant’anni, cento opere di un maestro del post informale. Dopo la laurea in giurisprudenza e l’avvio dell’attività legale, "la pittura mi ha definitivamente chiamato, una passione forte", una pittura "sfuggente", "di inusitata astrazione, che ha nutrito la mia vita". Pittura che si è alimentata pure di intense letture, da Rainer Maria Rilke a Höderling, da Goethe a Musil, e di incontri decisivi, come con il poeta Roberto Sanesi e l’editore Vanni Scheiwiller. C’è molto bianco nelle opere di Raciti, "il colore dell’impossibile, il bianco è il colore dei fantasmi, che soffrono, ma indicano una via".