Prostituzione sulle strade. Ragazze straniere portate in Calabria con la promessa del “sogno italiano” e poi ricattate e costrette agli “uffici” sulla statale 106. Abbiamo pubblicato diverse puntate della nostra inchiesta sul tema degli stranieri sfruttati in Calabria. In questo ambito non può essere taciuto il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione di donne venute dall’estero.
C’è una cosa ancora più agghiacciante, più raccapricciante delle violenze sessuali, delle ragazze appena diciottenni costrette a prostituirsi. Delle minacce di morte. Degli abusi su corpi, menti e spiriti che cavalcano la debolezza e la povertà umana. È il «si sa». «Si sa che sulla 106 ci sono le prostitute, si sa che c’è “un giro”. Si sa. È così da decenni». La normalizzazione del dolore. La regolarizzazione del dramma. È la tragedia risaputa. Quella che quasi annoia, stanca a sentirne riparlare.Ma non è forse uguale per il caporalato? Per lo sfruttamento della manodopera straniera nei campi? Per il degrado tra le tende e le baracche in località Boscarello di Corigliano Rossano che poi hanno preso fuoco portando alla morte un bracciante che aveva riportato ustioni sull’85% del corpo? Anche tutto questo «si sapeva». Tutto si sa a queste latitudini.






