La Corte di Cassazione ha confermato la tesi del Tribunale del Riesame, ritenendo inammissibili i ricorsi presentati dalla società agricola Gobbi Frattini contro il sequestro preventivo del cantiere di via Bonifica, nelle campagne di Fabbrico, dove è previsto un allevamento intensivo di tacchini in un’area rurale dismessa da tempo. Dunque, il cantiere resta sotto sequestro, coi lavori sospesi dallo scorso autunno. A novembre il Riesame ha respinto un primo ricorso dell’azienda agricola. Ora il bis della Cassazione. Secondo gli elementi in mano agli investigatori, ci sarebbero irregolarità nella concessione dell’autorizzazione a costruire, che ha di fatto avviato il cantiere. Nella vicenda risultano coinvolti almeno due dipendenti dell’ufficio tecnico comunale, indagati in quanto risultano coinvolti nell’iter in questione.

A tal proposito, il Comune ha approvato una variazione di bilancio di 61mila euro a copertura delle spese legali di difesa e per consulenze tecniche. Si contesta la demolizione di una cascina agricola (ormai dismessa da tempo ma che era sottoposta a un preciso vincolo storico-culturale-monumentale) senza però seguire il corretto iter previsto dal Rue. Inoltre, per questo progetto sarebbe stato superato il limite dei cinquemila mq di superficie edificatoria previsto dal Rue, con i giudici che contestano pure il mancato passaggio per l’approvazione in consiglio comunale, l’assenza di un piano urbanistico attuativo e l’applicazione congiunta di norme del Rue tra loro incompatibili (ristrutturazione più la nuova costruzione).