HomeFerraraCronacaL’Accademia della cucina. Sei mesi intensi alla riscoperta dei sapori e della convivialitàBilancio di metà anno per la prestigiosa istituzione ferrarese, fondata a Milano nel 1953 da Vergani. Dall’ecumenica di marzo, per il riconoscimento Unesco della cucina italiana, agli ultimi incontri. .Bilancio di metà anno per la prestigiosa istituzione ferrarese, fondata a Milano nel 1953 da Vergani. Dall’ecumenica di marzo, per il riconoscimento Unesco della cucina italiana, agli ultimi incontri. .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn semestre intenso, scandito da appuntamenti che hanno saputo coniugare cultura gastronomica, ricerca sul territorio e vita associativa. È il bilancio dei primi sei mesi del 2026 della Delegazione di Ferrara dell’Accademia Italiana della Cucina, che ha trasformato ogni conviviale in un’occasione di approfondimento sul valore della cucina italiana e della convivialità. Il calendario si è aperto a fine febbraio, con la tradizionale cena amministrativa, momento dedicato agli adempimenti statutari ma interpretato anche come occasione di condivisione.
Il Delegato Luca Padovani ha sottolineato come la conviviale rappresenti il "cuore della vita accademica, perché attorno alla tavola si sviluppano confronto, dialogo e relazioni". Durante la serata è stato ribadito il valore della convivialità quale elemento fondante della cucina italiana, riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità, evidenziando come il convivio sia da sempre "luogo di incontro, partecipazione e trasmissione della cultura". Nel mese di marzo la Delegazione ha celebrato il riconoscimento Unesco della cucina italiana con una Conviviale Ecumenica Straordinaria dal forte significato simbolico. Il percorso gastronomico ha proposto alcune eccellenze del territorio attraverso piatti capaci di raccontare la tradizione e, allo stesso tempo, l’evoluzione della cucina nazionale. Le portate, accompagnate da una selezione di vini studiata per valorizzarne le caratteristiche, hanno offerto lo spunto per riflettere sulla cucina come patrimonio condiviso e linguaggio comune.






