Questa settimana il piatto si racconta dai margini. Da una tortilla distribuita prima di un concerto, da un vasetto di salsa piccante che cambia le dispense britanniche, da un vitigno bianco rimasto a lungo in seconda fila, da una birra da stadio che costa come un giorno di lavoro, da un avanzo di spaghetti trasformato in carta. Il centro del piatto, per una volta, può aspettare.

A Madrid, in calle Barquillo, la fila comincia prima del concerto. El País racconta che i Linkin Park, prima delle due date del 23 e 24 giugno a Rivas-Vaciamadrid, hanno regalato duecento pinchos di tortilla ai fan, in società con la tortillería La Martinuca: spilla esclusiva, adesivo col logo della band ridisegnato in chiave gastronomica e un nome, “Two-Faced Tortilla”, preso da uno dei loro brani recenti. Non è un episodio isolato: il tour ha già lasciato pastéis de nata a Lisbona, pizza a Milano, tortas in Messico. La musica dal vivo cerca esperienze laterali, legate alla città, facili da condividere e da fotografare. Qui la tortilla, uno dei simboli più riconoscibili della cucina spagnola, diventa souvenir commestibile, rito d’attesa, contenuto pop. La band che riempie le arene si presenta ai suoi con una fetta di frittata di patate.