VENEZIA Il sorriso stampato sul volto sempre, la voglia di vivere la spensieratezza dei 22 anni, coniugata a una grande capacità di esprimersi nello studio. La tragedia che ha travolto la famiglia di Eleonora Bigon ha avvolto lo Iuav di dolore, per una perdita immane proprio il giorno dell’ultimo esame prima della laurea. Una laurea che potrebbe comunque esser attribuita “Alla memoria” alla giovane, come propone Raffaella Fagnoni, docente dell’ateneo veneziano. Un iter burocratico non semplice, su cui l'università però con tutta probabilità cercherà di spendersi per omaggiare il ricordo della giovane donna, valorizzandone il percorso di studi effettuato.
IL RETTORE Il cordoglio dello Iuav è stato espresso da Benno Albrecht, il rettore: «Siamo vicini alla famiglia per la tragedia. Vogliamo essere sempre vicini ai nostri studenti, purtroppo non è la prima volta che accade una perdita così. Ricordo quanto avvenuto con il grattacielo di Londra, la Grenfell tower, quando (nel 2017) abbiamo perso due nostri ex studenti, Marco Gottardi e Gloria Trevisan». Per il rettore è difficile esprimere le parole: «Sono episodi tragici che colpiscono ancor di più quando si tratta di persone così giovani, con tanta possibilità davanti e anche brillanti. Poi, da nonno, è una perdita che sento ancora di più». Eleonora e il suo gruppo di amici stavano lavorando da tempo a quest’ultimo esame, una preparazione per il laboratorio di “Product, service and interaction design workshop” in cui avevano elaborato una cuccia-divanetto modulabile per rendere confortevole la seduta sia dell’uomo, che dell’animale.Un’intuizione che aveva già visto l’interesse di un’azienda, con i quali erano stati avviati dialoghi per una realizzazione. «Ieri (giovedì) ha sostenuto l’ultimo esame del corso di laurea triennale in “Design del prodotto, della comunicazione visiva e degli interni”, superandolo in modo più che eccellente. Si era già portata avanti con la tesi, che avrebbe dovuto discutere a luglio, e si era già iscritta alla magistrale, sempre allo Iuav, in “Design del prodotto, della comunicazione e degli interni”, che coordino», ricorda una scossa Fagnoni. Un ingresso in magistrale che è di per sé un successo, continua l’insegnante: «C’è molta selezione, non è facile entrare, so che era felicissima, non ci sono parole per questa tragedia». STUDENTI SOTTO CHOC Allo Iuav la voce è corsa sin dalle prime ore, tra l’incredulità generale di studenti e insegnanti: «Pensavamo si trattasse di uno scherzo idiota, al mattino c’erano già alcuni suoi compagni, tra cui l’amico che la famiglia ha contattato non vedendola rincasare». La memoria di Eleonora è sempre viva e dall’ateneo ci tengono a mantenerla tale: «Quando finiscono i corsi facciamo il design show, cioè mettiamo in mostra le opere aprendo l’università a parenti, amici, aziende e chiunque voglia venire. Si tratta di una giornata molto importante e quindi abbiamo fatto un cartello “Per Eleonora”, dedicandole la giornata. Vediamo se ci sarà la possibilità di attribuirle la laurea alla memoria. Era davvero una ragazza solare, meravigliosa, molto brava e “top” negli studi». I compagni si sono stretti nel dolore, decidendo però di proseguire quanto condiviso con Eleonora, fa sapere sempre la docente: «So che vorrebbero portare a termine il progetto che non aveva concluso, un modo per dare continuità alla sua opera. Stavano esprimendo un livello molto elevato dal punto di vista della ricerca, come si è visto nella presentazione del workshop nel pomeriggio di ieri (giovedì)».








