Eleonora Bigon aveva solo ventidue anni quando la sua vita si è spezzata, improvvisamente, a pochi passi da casa. La sua auto è finita in un fossato a Borgoricco, dopo aver perso il controllo per cause ancora in corso di accertamento. A trovarla è stata una delle sorelle, uscita a cercarla perché non rispondeva più al telefono. Eleonora rientrava da una serata di festeggiamenti: poche ore prima aveva superato con 30 e lode l’ultimo esame del corso di laurea in Design del Prodotto allo Iuav di Venezia, un traguardo che l’avvicinava alla seduta di laurea prevista due giorni dopo.
Era una ragazza brillante, prudente alla guida, amata da chi lavorava con lei e stimata nel mondo del karate, disciplina in cui aveva conquistato risultati importanti. Una giovane donna che stava costruendo il proprio futuro con determinazione e dolcezza.
Ma la storia di Eleonora non appartiene solo al Veneto. Appartiene anche alla Sicilia, e in particolare a Monterosso Almo, paese d’origine della madre, Maria Paola Burgio. Ogni estate, Eleonora tornava qui: per ritrovare i parenti, respirare l’aria fresca dei monti Iblei, godersi la serenità di un luogo che sentiva suo. Monterosso l’ha vista crescere, l’ha accolta come una figlia del paese, l’ha abbracciata con l’affetto semplice e sincero delle comunità che non dimenticano.










