BORGORICCO - Un colpo di sonno, un malore improvviso o lo stress accumulato per l’ultimo esame universitario prima della laurea. «Eleonora svegliati, svegliati» hanno urlato i genitori e le sorelle arrivate sul posto, dopo averla cercata perché non tornava a casa. E l’hanno trovata dove non avrebbero mai voluto: a pochi metri da casa e sotto un lenzuolo. Cosa sia successo giovedì sera, intorno alle 23, per ora resta un mistero. A soli 21 anni, ad appena 500 metri da dove la aspettava la sua famiglia, Eleonora Bigon è finita con la sua Ford contro il muretto d'ingresso di una villa in via Roma, a Borgoricco, per poi ribaltarsi in una canaletta. La ragazza è morta sul colpo.

LE INDAGINI Saranno i carabinieri e la Procura di Padova a fare piena luce sulla dinamica. Il sostituto procuratore Marco Brusegan ha già disposto l’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza di una villa della zona e il sequestro del veicolo. Dalle prime analisi dei filmati, l’auto sembra procedere dritta senza accennare a nessuna sterzata. Un dettaglio che la Procura vuole chiarire per escludere un eventuale guasto meccanico, disponendo una perizia sulle condizioni del mezzo. Chi conosceva bene Eleonora esclude categoricamente qualsiasi colpo di testa. Guidava sempre con estrema prudenza, memore anche di un piccolo spavento preso subito dopo aver ottenuto la patente a causa di un tamponamento. Salvo sorprese, sul tavolo restano così le ipotesi più dolorose: il malore o un colpo di sonno, forse causato dalle notti in bianco passate a studiare. Un’overdose di libri tipica degli studenti universitari sotto esame o un calo di tensione su quell’entusiasmo che lei metteva in tutto quello che faceva: «Ogni mattina si svegliava felice e trasmetteva emozioni», racconta la sorella minore, Lucrezia. I TESTIMONI E I SOCCORSI La ricostruzione dei fatti aiuterà a capire la dinamica, ma non cambierà niente nella vita di chi rimane: della mamma e del padre, delle due sorelle, del fidanzato e dei tanti amici che ogni giorno le scrivevano: «Aveva mille messaggi anche di persone che aveva conosciuto da poco, che la ringraziavano perché riusciva a trovare sempre i modi e le parole giuste per tutti», racconta la sorella. La vita della studentessa si è spezzata proprio nel giorno del suo ultimo esame di Design allo Iuav di Venezia, superato la mattina stessa con trenta e lode. Un vuoto incolmabile che difficilmente darà pace alla famiglia. Ad accorgersi dell’impatto sono stati i residenti di via Roma, una strada di campagna non lontana dal centro dove ci sono una serie di case singole e villette. Sul posto sono arrivati in pochi minuti i vigili del fuoco e i medici del Suem, ma i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Nel frattempo, preoccupati dal mancato rientro, anche i familiari si erano messi in auto con per cercarla. Aveva il telefono scarico e da qualche ora non era più in contatto con loro. Arrivati sul luogo dell’incidente, hanno riconosciuto la Ford di Eleonora e si sono trovati davanti al lenzuolo verde: «È stata una scena straziante, continuavano a urlarle di svegliarsi – racconta una residente accorsa dopo il boato –. Sono rimasta fuori due ore, poi sono dovuta rientrare per i miei bambini, ma i parenti sono rimasti lì tutto il tempo, disperati. Un dolore inimmaginabile». I GENITORI «È finito tutto. Eleonora non c’è più, per me finisce qui». Sono le parole, cariche di una sofferenza indescrivibile, della mamma Paola, che ha accolto chi scrive nel giardino di casa, a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia: «Aveva solo 21 anni e una gioia incontenibile», ripete con lo sguardo perso nel vuoto. «Ci eravamo sentiti nel pomeriggio dopo l’esame – aggiunge il padre, Gianni –. Era felicissima, a fine mese si sarebbe laureata. Di solito lasciava l’auto alla stazione e prendeva il treno per Venezia. Quel pomeriggio si era fermata a festeggiare con i colleghi di università, poi ci ha avvisato che il telefono si stava scaricando. Quando si è fatto tardi ci siamo preoccupati». Le sorelle, accompagnate dal fidanzato della maggiore, avevano deciso di andarle incontro lungo la solita strada, trovandosi invece di fronte ai lampeggianti dei soccorsi. Oggi restano una stanza al secondo piano della sua casa piena di ricordi, di libri, una tesi quasi completata, una comunità sotto shock, unita nel dolore attorno a una famiglia distrutta da una tragedia consumata a un passo da casa. E resta il giallo, non inteso come mistero. Il giallo era il colore preferito di Eleonora, quello che aveva scelto per il vestito da indossare per la sua laurea e per dipingersi le unghie quel giorno. Il giallo del sole, della luce e dell’energia, che ogni giorni trasmetteva. L’unica risorsa da cui ora potrà ripartire la sua famiglia.