<p>Chiusa una porta, si può aprire un portone.

Il vecchio adagio riassume bene cosa potrebbe accadere alla Cassa di Risparmio di Orvieto, promessa sposa della Banca del Fucino fino a giovedì 25 giugno.

L'istituto umbro insieme alla controllante Popolare di Bari era stato salvato nel 2020 da Mcc.

Ed è tornato sul mercato quattro anni dopo, forte di un utile salito a 10,8 milioni nel 2025.

Ad aggiudicarsela era stata Fucino, banca romana che a gennaio dell'anno scorso aveva battuto la concorrenza di Banco Desio e CF+. </p><p>Con i mesi, però, sono comparse le prime difficoltà, a partire da un'ispezione di Bankitalia che ha rallentato il deal.