Bologna, 27 giugno 2026 - In quei giorni, i cittadini di Bologna e dintorni ripulivano le strade dal fango, contavano i danni per centinaia di milioni di euro e piangevano Simone Farinelli, studente di appena 20 anni ucciso dalla piena del torrente Zena. La città, quell’ottobre di due anni fa, era sottosopra per l’alluvione, violentissima, che sconvolse piani e progetti di molti. Tra questi, calciatori e tifosi del Bologna e del Milan, che avrebbero dovuto giocare il 26 ottobre al Dall’Ara. A una settimana esatta dal disastro.

L’ordinanza per rinviare la partita

Il Comune, d’accordo con prefetto e questore, emanò un’ordinanza per rinviare la partita. Il giorno precedente (25 ottobre), infatti, c’era allerta arancione mentre per il giorno stesso in cui si sarebbe dovuta svolgere la gara era prevista pioggia.

Il ricorso: il Tar dà ragione a Comune e rossoblù

L’ordinanza del sindaco Matteo Lepore non fu accolta benissimo - un eufemismo -, con la società, i tifosi bianconeri e la Lega di Serie A inferociti per la decisione. Ed era scattato il ricorso al Tar. E ora, il Tribunale amministrativo dell’Emilia-Romagna (Sezione Prima) ha dato ragione al Bologna Calcio, assistito dagli avvocati Andrea Paternoster, Angelica Alessi ed Enrico Giuseppe Vallania, e al Comune, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonella Trentini, Nadia Zanoni, Antonio Carastro.