Redazione
14 maggio 2026 18:39
Dal TAR all'avvocatura di stato. La situazione della Serie A rischia di finire nel paradossale. Il tribunale amministrativo, infatti, ha ufficialmente invitato la Lega Serie A e la prefettura di Roma a trovare un accordo sulla data e sull'orario di gioco del derby della capitale e, di conseguenza, sulle altre gare in cui sono coinvolte le squadre che lottano per la ChampionsGaleotto fu quel derbyTutto è partito dall'orario del Derby di Roma. In prima battuta l'orario della stracittadina romana, una delle gare anche più calde del campionato di Serie A, era stato fissato per le 12.30 di Domenica il che comportava una serie di problemi, alcuni dei quali concettuali, altri meramente organizzativi. Quelli concettuali riguardano non dare un'orario prime a una delle partite più affascinanti e “vendibili” del calcio italiano ma anche una delle più tese, e questo forse è stato il motivo della scelta del lunch match. Quelle organizzative riguardano la contemporaneità degli Internazionali di Roma di tennis che si giocano al Foro Italico, ovvero dietro all'Olimpico. E, se tutto va bene, domenica, che è il giorno della finale, dovrebbe vedere scendere in campo il numero 1 del mondo nonchè italiano Jannik SinnerLe dichiarazioni di Maurizio Sarri e la battuta di GasperiniA sottoporre per primo il problema è stato il tecnico della Lazio Maurizio Sarri che nel post Lazio-Inter, senza troppe misure come da suo stile, ha parlato prima di incompetenza da parte di chi decide gli orari e poi ha ventilato l'ipotesi di non presentarsi in panchina, invitando quasi il suo presidente, Claudio Lotito, a non mandare la squadra. Sarri ha espressamente detto che chi ha deciso un orario del genere senza considerare il problema degli Internazionali d'Italia "deve essere licenziato". La risposta di Gasperini dopo la gara della Roma a Parma è stata più “aziendalista”, il tecnico di Grugliasco sostanzialmente ha detto che, per quanto discutibile, è una decisione che bisogna accettare e, ridendo, ha detto che Maurizio (Sarri, ndr) alla fine sarà regolarmente in panchina. Il cambio orario e il caosDopo la comunicazione dell'orario del Derby di Roma e della contemporaneità di altre quattro gare, avvenuta nella serata di Lunedì, è scoppiato il caos. Roma-Lazio, Pisa-Napoli, Como-Parma, Juventus-Fiorentina e, appunto, Genoa-Milan tutte in lunch match, ma martedì all'ora di pranzo il dietro front: gara di Roma spostata alle 20.45 di lunedì e così tutte le altre quattro. A questo punto, però, la palla è passata alla Prefettura di Roma che ha considerato troppo a rischio incidenti l'orario serale per la stracittadina, presentando ricorso al TAR. E ancora Sarri che dopo la finale di Coppa Italia ha commentato: “Se giochiamo domenica non vengo”. I commenti delle istituzioniOvvio che il caso è stato oggetto di comunicati e dichiarazioni da parte degli organi interessati. Abodi, ministro dello Sport ha dichiarato che “arrivare al TAR è la sconfitta del dialogo, Ezio Simonelli, presidente Lega Serie A, che "prove di forza non servono". Sono arrivate anche comunicazioni da parte della Federtennis, Angelo Binaghi, e non sono state tenerissime: “Non si può pensare di spostare una finale solo perchè un deficiente ha fatto il calendario di Serie A con i piedi” aggiungendo che si sono spostati per 25 anni e ora non è più il momento per farlo. La situazione attuale e gli scenari possibiliIn mezzo a tutto questo trambusto mediatico, la decisione che non è ancora stata presa perchè in data odierna (14 Maggio, ore 19.00) il TAR ha invitato Lega e Prefettura a trovare un accordo e, sempre via comunicato, Simonelli ha fatto sapere che le parti stanno dialogando nell'interesse comune. La prima proposta di spostare il derby alle 12 e la finale di tennis alle 17.30 ha portato ai ricorsi ma sta riprendendo piede nelle ultime ore. Quello che è certo è che la decisione definitiva dovrebbe arrivare in serata per non mette in luce altri problemi, quelli organizzativi. Una situazione che porta a due riflessioni: la prima riguarda l'organizzazione e la calendarizzazione degli eventi. Un top campionato mondiale come la Serie A non dovrebbe ridursi così. La seconda è puramente di colore, perchè se non ci fosse la cultura del sospetto, queste gare si potrebbero giocare anche non in contemporanea come succede in altri paesi d'Europa. Forse ce n'è anche una terza, ma si rischia di sfociare nella demagogia e nella retorica e, quindi, la lasciamo intendere ai nostri lettori.










