Il TAR del Lazio emetterà entro oggi la sentenza sul ricorso presentato dalla Lega Serie A contro le disposizioni del Prefetto della Capitale, Lamberto Giannini, sull'organizzazione del derby di Roma. Solo allora sarà possibile conoscere in maniera definitiva data e ora della gara dell'Olimpico e delle altre decisive tra squadre in corsa per un posto in Champions League. Como-Parma, Genoa-Milan, Juve-Fiorentina e Pisa-Napoli restano sospese in un limbo assieme ai loro tifosi: o giocano tutte domenica 17 maggio alle 12 massimo 12:30 (come vorrebbe la Lega, che aveva addirittura mediato per spostare di mezz'ora la finale degli Internazionali di tennis al Foro Italico) oppure si va in campo tutti al lunedì 18 maggio alle 20:45. Credevamo di averle viste tutte ma, toccato il fondo, i vertici del calcio che rappresentano i club hanno scelto di continuare a scavare: che spetti a un giudice l'ultima parola nella pianificazione di una giornata di campionato in cui è previsto obbligo di contemporaneità è assurdo; ed è anche peggio che si sia arrivati a una situazione del genere. È follia, stupidità, orgoglio malsano andare al "chi sono io e chi sei tu" con le Istituzioni pubbliche che hanno la preminenza, oltre alla responsabilità deputata per legge, per tutto ciò che concerne la valutazione e l'organizzazione dei piani per la sicurezza e l'ordine pubblico.