Hanno chiesto un rinvio di tre mesi i periti del giudice. Troppo pochi 90 giorni per studiarsi e farsi un’idea sulla enorme mole di documenti e immagini relativi all’alluvione del 2 novembre 2023 che stravolse Prato e la sua provincia (causando due morti, Antonio Tumolo a Prato e Alfio Ciolini a Montemurlo e milioni di euro di danni) e per arrivare a tirare delle conclusioni. E’ stata una udienza di passaggio quella che si è tenuta ieri in tribunale a Prato, di fronte al gup Marco Malerba, che vede alla sbarra undici imputati "eccellenti" per il disastro avvenuto due anni e mezzo fa. I difensori degli imputati – per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo e disastro colposo – hanno chiesto di poter partecipare con i propri consulenti alle operazioni peritali. Richiesta a cui il pm in udienza, Alessia La Placa, si è opposta ma che invece ha trovato l’accordo del giudice. Dopo due ore di discussione l’udienza è stata aggiornata a settembre quando i periti del giudice potrebbero aver terminato il loro lavoro e ricostruito quello che è accaduto e se possono essere ravvisate responsabilità.
Alla sbarra sono finiti: il neo eletto sindaco di Prato Matteo Biffoni (qui in veste di sindaco di allora), il suo ex vice Simone Faggi, il sindaco di Montemurlo Simone Calamai, l’ex assessore di Prato Valerio Barberis e l’attuale assessora di Montemurlo Valentina Vespi, oltre ai tecnici Pamela Bracciotti (dirigente del Comune di Prato), Sergio Brachi (responsabile protezione civile a Prato), Fabio Martelli (dirigente Genio civile), Sara Tintori (dirigente del Comune di Montemurlo), Stefano Grossi (ufficiale di polizia municipale di Montemurlo) e Luca Della Longa (direttore IV tronco di Autostrade). Per quest’ultimo, il processo potrebbe essere spostato a Firenze in quanto la porzione di autostrada che crollò si trova a Campi.








