HomeAnconaCronacaIl processo resta a L’Aquila. Ponte 2 giugno nel mirinoIl processo per l’alluvione del 15 settembre 2022 resta al Tribunale dell’Aquila. Ieri la gup Giulia Colangeli ha respinto l’eccezione...La gup. ha respinto l’eccezione sollevata dalle difese degli imputati, confermando la competenza del tribunale abruzzeseRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl processo per l’alluvione del 15 settembre 2022 resta al Tribunale dell’Aquila. Ieri la gup Giulia Colangeli ha respinto l’eccezione sollevata dalle difese degli imputati, confermando la competenza del tribunale abruzzese a trattare il procedimento. Le difese avevano chiesto di riportare il processo ad Ancona. La questione nasceva dal fatto che, come già accaduto per l’alluvione del 2014, un magistrato di Ancona risulta tra i danneggiati. Per questa incompatibilità, dopo le prime indagini, la procura dorica aveva trasmesso gli atti a quella aquilana.

Secondo gli avvocati, però, l’alluvione aveva colpito le parti comuni del condominio in cui vive il magistrato, non direttamente la sua proprietà. Una differenza che, se accolta, avrebbe potuto far ripartire da capo il procedimento. La gup ha invece chiuso la questione: l’incompatibilità resta e il processo prosegue a L’Aquila. Durante l’udienza gli avvocati delle parti civili hanno prodotto nuova documentazione sul ruolo del ponte 2 giugno di Senigallia nell’evento alluvionale. L’avvocato Simeone Sardella ha depositato una cartella ricca di foto e articoli di giornali che, secondo la ricostruzione, mostrano come la struttura abbia fatto da diga e favorito l’esondazione. È stata prodotta anche una dichiarazione del viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi. Nel documento, riferito a un sopralluogo effettuato dopo l’alluvione, Rixi ammetteva le criticità del ponte 2 giugno. Sul punto è intervenuto anche l’avvocato Corrado Canafoglia, che rappresenta diversi alluvionati. Il legale ha depositato la recente sentenza del Tar sul ponte Garibaldi, in cui i giudici ribadiscono che il franco idraulico è un requisito inderogabile per garantire la sicurezza del ponte e del fiume. Una condizione che, secondo le parti civili, non è stata rispettata nel ponte 2 giugno, costruito dentro i parapetti.