| 26 Giugno 2026 20:42 |

5 minuti per la lettura

Roma, 26 giu. (askanews) – E’ iniziato, con lo svolgimento della discussione generale, l’esame nell’aula della Camera della legge elettorale, licenziata dalla commissione Affari costituzionali, mercoledì scorso, con la ‘tagliola’ che non ha consentito di esaminare la maggior parte degli emendamenti, tra cui quello sulle preferenze il cui ‘rebus’, che agita entrambi gli schieramenti, dovrà essere affrontato dall’assemblea.

Un avvio tra le tensioni e l’espulsione dall’emiciclo del segretario di +Europa Riccardo Magi che ha mostrato e poi strappato il fax simile in formato gigante di una scheda elettorale, con una scritta in fondo ‘il tuo voto non conta’, che riproduceva il listone e le liste bloccate. Magi, privato dell’audio del microfono, aveva proseguito la sua azione mentre parlava la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati e dopo essere stato richiamato più volte è stato espulso. Poi, ai cronisti ha annunciato una mobilitazione “dentro e fuori” dal Parlamento contro una legge “plescibitaria e antidemocratica” invitando “tutte le opposizioni” a “fermarli”.

La ministra, prendendo la parola in aula, ha ribadito la posizione del governo sul testo così come modificato dalla commissione, il Bignami-bis. La riforma, ha detto Casellati, “è costruita esclusivamente per favorire l’obiettivo della stabilità insieme a quello della piena rappresentatività”. Casellati ha respinto una delle accuse delle opposizioni: “è falso”, ha sottolineato, che si tratti di una sorta di premierato a Costituzione invariata. E ha rivendicato: “con i correttivi introdotti al testo base questo equilibrio – tra pesi e contrappesi, limiti e tetti, clausole di salvaguardia e condizioni – è stato portato ad un punto più avanzato, in piena coerenza con i dettami della giurisprudenza costituzionale”.